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Costi di Recesso sulla Telefonia Mobile e Fissa – Come Evitarli

costi di recesso

Un operatore ti ha addebitato dei costi di recesso per una linea telefonica fissa o mobile? Scopri come evitare costi di disattivazione illegali e non dovuti. Attenzione perché spesso i costi di recesso vengono aggiunti in bolletta con nomi differenti per nascondere questa pratica non corretta, tra le varie diciture troviamo “costi di disattivazione”, “spese di disattivazione” e varie diciture simili. Continua a leggere per scoprire cosa fare se ti imbatti in questa situazione.

Come Funzionano i Costi di Recesso sulla Telefonia Mobile e Fissa

A seguito dell’introduzione della Legge Bersani nel 2007, gli utenti possono recedere dai contratti stipulati con operatori di comunicazioni elettroniche o possono trasferire l’utenza presso un altro operatore, senza vincoli temporali e senza spese che non siano giustificate da costi sostenuti dall’operatore.

Alle penali per recesso anticipato è stato cambiato nome dalle compagnie telefoniche con il seguente espediente al momento della conclusione del contratto: viene detto che nel momento dell’attivazione l’utente avrebbe dovuto versare una somma, a volte anche di alcune centinaia di euro, e che per evitare questo costo l’utente non avrebbe dovuto recedere per un certo periodo di tempo.

Le penali in questo modo mantengono il loro modo di agire ma non vengono più presentate come uno svantaggio che viene arrecato al consumatore in caso di recesso anticipato, bensì come un mancato vantaggio nel caso in cui il consumatore cambi operatore telefonico prima della scadenza fissata. Nonostante ciò molte persone continuano a lamentare la richiesta di costi relativi alla disattivazione dei contratti, infatti le compagnie telefoniche addebitano tali costi anche di diverse centinaia di euro. Quando la compagnia di telefonia conclude un contratto per recesso anticipato, la stessa ritiene che l’utente debba pagare una somma variabile a titolo di penale. Le politiche delle compagnie mirano a scoraggiare gli utenti, ovvero evitare la facile migrazione in altre compagnie concorrenti.

I costi richiesti all’utente per la cessazione del rapporto contrattuale devono quindi essere pertinenti al recesso.

Quanto sono i costi per cessazione anticipata?

Ad oggi i costi per la cessazione anticipata prima dei 24 mesi ammontano a circa € 83,00+IVA, sia per le linee mobili che fisse e sia per gli utenti privati che business.

Per la telefonia fissa tali costi dipendono da vari fattori quali:

  1. la tipologia contrattuale;
  2. la tecnologia adoperata (fibra, ADSL);
  3. il periodo di sottoscrizione;
  4. il tipo di modem.

Nel caso di recesso anticipato sono comunque dovute le rate residue dei dispositivi acquistati.

Per esempio, nella telefonia fissa, i modem sono in genere venduti all’utente e solo in alcuni casi concessi a noleggio, ed è proprio l’addebito delle rate residue che incide notevolmente sulla fattura di chiusura che prevede le penali.

Indirizzi a cui rispedire il modem

La restituzione del modem a noleggio o in comodato d’uso alla compagina telefonica è obbligatoria se non si vuole pagare la penale. Ecco quindi l’elenco degli indirizzi, suddivisi per gestori telefonici, a cui rispedire il modem:

Telecom Italia
Telecom Italia S.p.A. c/o Geodis Logistics
Magazzino Reverse A22
Piazzale Giorgio Ambrosoli snc
27015 Landriano PV

Vodafone
Video Pacini p/c Vodafone
Via Oslavia 17/22
20132 Milano

Fastweb
SDA Express Courier S.p.A.
SS 11 ANGOLO SP 13
20064 GORGONZOLA (MI)

Wind-Infostrada
Wind Telecomunicazioni S.p.A presso CEVA Logistics – Restituzione apparato ADSL
Via dell’Informatica 11
00040 Santa Palomba / Pomezia (RM)

Costi di recesso anticipato per smartphone e altri dispositivi

Per la telefonia mobile invece, i costi delle rate residue sono legati all’acquisto di tablet o cellulari che resteranno nella disponibilità dell’utente.

L’operatore deve indicare nelle condizioni contrattuali, in modo chiaro e trasparente, tutti i costi che gli utenti devono sostenere in caso di recesso anticipato da un’offerta promozionale con vincolo di durata.

Dalla consultazione delle pagine web degli operatori telefonici, gli utenti possono individuare i costi previsti per la disattivazione del servizio in relazione ai diversi servizi offerti.

Se in un qualsiasi momento del rapporto contrattuale ne chiedete la risoluzione per recesso anticipato, dovete darne comunicazione all’operatore secondo le modalità indicate nel contratto e nella Carta dei servizi.

La propria volontà di recedere va formulata in maniera chiara, specificando sempre se si tratta di una richiesta di risoluzione contrattuale per attivazione di servizio con un altro operatore o di una cessazione del servizio.

Contratti a Distanza e Diritto di Ripensamento

Per i contratti conclusi telefonicamente, i cosiddetti contratti a distanza, è prevista una particolare forma di tutela e garanzia nei confronti del consumatore in quanto gli acquisti effettuati al di fuori dei locali commerciali del venditore possono per loro natura essere più incerti. Tale ulteriore garanzia è data da una forma particolare di recesso che è il diritto di ripensamento, ossia il diritto dell’utente di ripensare al contratto concluso a distanza e manifestando tale volontà nei giorni immediatamente successivi alla sottoscrizione del contratto.

Il diritto di “ripensamento” deve essere esercitato entro 14 giorni inviando una raccomandata a/r all’operatore. Entro gli stessi termini la comunicazione può eventualmente essere inviata per telegramma, fax o posta elettronica, purché confermata con lettera raccomandata nelle 48 ore successive.

ATTENZIONE!!! Le penali non sempre sono dovute in presenza di disservizi gravi e persistenti, informazioni commerciali errate e non documentate.

Cosa Fare in Caso di Addebito di Costi per Recesso Anticipato?

Affidati ai nostri esperti, che dopo un’attenta valutazione della problematica, individueranno la soluzione migliore per la risoluzione del tuo problema. Grazie al nostro servizio potrai avere lo storno degli importi non dovuti ed un’equa rateizzazione delle somme eventualmente dovute, legate all’acquisto di apparati.

Abbiamo risolto centinaia di casi simili, con grande successo e soddisfazione dei nostri clienti, che continuano ancora oggi a ringraziarci e a rivolgersi a noi per la risoluzione delle controversie telefoniche.

Ad esempio, un signore di Chieti si è rivolto a noi perché voleva recedere da un contratto prima della scadenza a seguito di un grave disservizio. Ha ricevuto la fattura di chiusura di circa 400€. Cosa abbiamo fatto per lui?

Siamo riusciti a fargli stornare l’intero importo, con conseguente annullamento della relativa fattura ed ottenere un indennizzo di € 200!

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